ASSOCIAZIONE INTERDISCIPLINARE PER LA MEDICINA AMBIENTALE D-79713 Bad
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APPELLO DI FRIBURGO Animati da una grande preoccupazione per la salute dei
nostri simili, noi sottoscritti medici appartenenti a diverse discipline
specialistiche, in particolar modo alla medicina ambientale, ci appelliamo
al mondo medico, ai responsabili della sanità pubblica ed ai politici, oltre
che all'opinione pubblica. Negli ultimi anni osserviamo attraverso i nostri
pazienti un incremento drammatico di patologie croniche e gravi,
soprattutto: difficoltà di apprendimento e di concentrazione, disturbi del
comportamento nei bambini (ad esempio iperattività) alterazioni della
pressione arteriosa sempre meno controllabili con l'assunzione di farmaci
alterazioni del ritmo cardiaco infarto del miocardio ed ictus in persone
sempre più giovani degenerazioni cerebrali (ad es. morbo di Alzheimer) ed
epilessia tumori quali leucemia e cancro al cervello. Inoltre constatiamo il
moltiplicarsi di disturbi spesso ricondotti erroneamente alla sfera
psicosomatica, quali: dolori di testa ed emicranie affaticamento cronico
turbe nervose insonnia e sonnolenza rumori auricolari scarsa resistenza ai
fattori patogeni dolori al sistema nervoso e alle viscere, non altrimenti
spiegabili; ciò per rimanere nella casistica più frequente. Dal momento che
solitamente conosciamo abbastanza le abitudini e l'ambiente di vita dei
nostri pazienti, spesso riusciamo, soprattutto dopo un colloquio mirato con
le persone, a stabilire dei collegamenti sia nello spazio che nel tempo tra
il manifestarsi della patologia e l'esposizione a fonti di contaminazione
elettromagnetica, ad esempio in seguito a: installazione di un impianto
radiomobile nelle vicinanze dell'abitazione del paziente utilizzo intenso
del terminale radiomobile (cellulare) messa in funzione di un telefono
cordless (DECT) nella propria abitazione o nell'immediato vicinato. Non
possiamo continuare a credere che tutto ciò sia casuale, dal momento che:
troppo spesso osserviamo come determinate patologie si concentrano in aree
interessate da un'intensa attività di trasmissione radiomobile, troppo
spesso un quadro patologico maturato in mesi o anni volge a rapido
miglioramento allontanando il paziente dalle fonti di contaminazione
elettromagnetica, troppo spesso le misurazioni delle intensità di campo
elettromagnetico confermano secondo i parametri della bioedilizia la
presenza di forti anomalie in corrispondenza ai luoghi dove soggiornano i
nostri pazienti. Le esperienze che maturiamo quotidianamente ci hanno fatto
comprendere che la tecnologia della telefonia mobile introdotta nel 1992 ed
oggi diffusa in modo capillare, nonché quella DECT che dal 1995
contraddistingue i telefoni cordless per uso domestico rappresentano uno dei
principali fattori scatenanti di tale fenomeno! Nessuno oggi può sottrarsi
completamente all'irradiazione pulsata di microonde, che va ad aggravare i
rischi già esistenti legati all'inquinamento ambientale chimico e fisico,
andando ad appesantire ulteriormente il carico gravante sul sistema
immunitario, con la possibile conseguenza di alterare il già difficile
equilibrio creato dai meccanismi di compensazione dell'organismo umano.
Particolarmente a rischio in tal senso risultano le donne in stato di
gravidanza, i bambini, gli adolescenti, gli anziani ed i malati. I nostri
sforzi sul piano terapeutico tesi a riconquistare lo stato di salute
rimangono sempre più spesso senza risultati, poiché la continua irradiazione
dell'ambiente lavorativo ed abitativo, e qui soprattutto delle stanze dei
bambini e di quelle destinate al riposo notturno - vale a dire nei luoghi
più importanti per il riposo e la rigenerazione - causa senza sosta una
situazione di stress fisico e psichico ed impedisce in definitiva l'avvio
della guarigione dei soggetti già debilitati dalla malattia. Alla luce di
tali inquietanti sviluppi ci vediamo costretti a rendere partecipe
l'opinione pubblica delle nostre osservazioni, soprattutto dopo aver appreso
che persino i Tribunali chiamati a decidere sulla pericolosità della
telefonia mobile considerano tali rischi come "meramente ipotetici" (così ad
esempio il TAR di Mannheim nella primavera 2002). Quanto noi andiamo a
verificare nel nostro lavoro quotidiano è tutt'altro che ipotetico!
Assistiamo impotenti alla crescita delle affezioni croniche legate anche ad
una politica irresponsabile nella fissazione dei valori limite e di
attenzione, che prende come riferimento non tanto la protezione del
cittadino dagli effetti indotti dalla telefonia mobile nel breve e
soprattutto nel lungo periodo, quanto piuttosto l'obbedienza al dettato di
una tecnologia già ampiamente riconosciuta come insidiosa. Il momento
attuale rappresenta per noi solo l'inizio di un processo molto serio che
attenterà alla salute di moltissime persone. Non possiamo farci
tranquillizzare dalle promesse di risultati scientifici più approfonditi
quanto lontani dalla realtà, ben sapendo quale sia spesso anche l'influenza
dell'industria sulle ricerche scientifiche, mentre ricerche serie e
dimostrazioni assai eloquenti vengono semplicemente ignorate. Riteniamo
invece sia quanto mai urgente agire, e subito! In qualità di medici ci
sentiamo soprattutto come gli avvocati della salute dei nostri pazienti, e
nell'interesse di tutte quelle persone il cui fondamentale diritto alla vita
ed all'integrità fisica viene oggi messo in forse, ci appelliamo ai
responsabili della politica e della sanità pubblica, perché con le loro
forze sostengano nei fatti queste nostre richieste: per l'affermazione di
tecnologie della comunicazione prive di effetti negativi sulla salute, che
vengano testate e valutate prima della loro introduzione sul mercato senza
cedere ad alcun interesse di parte e quali misure immediate e transitorie:
una massiccia riduzione dei valori limite, delle potenze di trasmissione e
della contaminazione elettromagnetica su livelli compatibili con le esigenze
biologiche soprattutto nelle aree destinate al riposo ed alla rigenerazione;
uno stop alle nuove installazioni radiomobili, per impedire che
l'inquinamento elettromagnetico abbia ad aumentare ancora in modo
esponenziale; un coinvolgimento attivo della popolazione e dei Comuni nella
pianificazione dei siti radiomobili, come elemento imprescindibile di
rispetto democratico; informazione della popolazione e soprattutto degli
utenti di apparecchi cellulari riguardo ai rischi dei campi elettromagnetici
per la salute, mirando all'educazione verso un uso consapevole dei telefoni
cellulari, nonché divieto assoluto di tali apparecchiature per i bambini e
limitazioni all'uso da parte degli adolescenti; divieto all'utilizzo di
cellulari in scuole, ospedali, ricoveri per anziani, istituti di formazione
e cultura, edifici pubblici e mezzi di trasporto pubblici, in analogia con
il divieto al fumo di sigaretta; istituzione di zone libere da
contaminazione elettromagnetica radiomobile, in analogia alle aree a
traffico automobilistico limitato; rielaborazione dello standard DECT per la
telefonia domestica cordless con l'obiettivo di una limitazione
dell'intensità di flusso elettromagnetico al solo periodo dell'effettivo
utilizzo e di evitare la tecnologia della pulsazione del segnale,
problematica per i suoi effetti biologici; promozione di una ricerca
indipendente dagli interessi dell'industria, che tenga finalmente conto dei
risultati abbondantemente già disponibili offerti dalla ricerca critica e
dalle nostre osservazioni cliniche. --------------------
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