RICERCA: Test del sangue rivela i danni da elettrosmog

 

 

ROMA — Un test nel sangue consente di evidenziare i danni alle cellule provocati da onde elettromagnetiche a bassa frequenza (Elf). Si chiama 'test delle comete' ed è stato utilizzato dai ricercatori del Centro di ricerche oncologiche Giovanni XXIII dell'Università Cattolica del Sacro Cuore su colture di cellule normali e tumorali.

Lo studio ha mostrato un evidente incremento della velocità di proliferazione cellulare durante l'esposizione alle Elf e la presenza di un danno dose-dipendente al Dna.

«L'associazione tra esposizione alle Elf e cancro solleva grande preoccupazione — ha detto Achille Cittadini, direttore del Centro — e rende particolarmente interessante lo studio del ruolo delle Elf nei processi di cancerogenesi. La nostra ricerca è stata condotta in modo da valutare preliminarmente gli effetti delle Elf 'in vitro' su colture di diverse linee cellulari: una normale, una immortalizzata ed una tumorale. In tutte e tre le linee è risultato evidente un incremento della velocità di proliferazione cellulare durante l'esposizione alle Elf». Questo dato, ha osservato, «già di per sè indica come le Elf, spingendo le cellule a proliferare di più, possano risultare benefiche in alcune circostanze (riparazione di ferite, ecc.) o nocive qualora l' effetto proliferativo avvenga su cellule già indirizzate alla proliferazione neoplastica». La tesi del Centro romano viene contestata dall'università dell'Aquila. «Gli esperimenti in vitro su cellule lasciano il tempo che trovano» commenta così il Centro interdipartimentale di epidemiologia dell'ateneo abruzzese, secondo il quale le cellule di qualsiasi natura esposte non ai campi elettromagnetici a bassa frequenza (quelli degli elettrodotti), ma anche solo alla luce, subiscono modificazioni importanti. I maggiori studi, prosegue il Centro aquilano, «contraddicono l' assunto del laboratorio dell'Università Cattolica. Di fatto, gli importanti lavori realizzati nei laboratori Enea parlano invece di piccoli effetti e tutti recuperabili

 

Notiziatratta dal quotidiano "il Resto del carlino" del 18 Lug 2001
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