Interessante sentenza relativa all'installazione di antenne nei condomini.
Da: "Laura Cazzola"
Per autorizzare l'installazione di un'antenna di telefonia mobile nell'area
di pertinenza di un condominio, occorre l'approvazione della totalità dei
condomini, in quanto si tratta di innovazione. (TRIBUNALE DI MILANO, SEZ.
VIII CIVILE Sentenza 23 ottobre 2002 n. 12663 )
E' nulla a norma dell'art. 1120, comma 2 del Codice civile la delibera
dell'Assemblea condominiale, votata non all'unanimità- che autorizza
l'amministratore a stipulare un contratto per l'installazione in una parte
comune dell'edificio di una stazione radio-base per le telecomunicazioni, in
quanto l'installazione comporta una innovazione della proprietà comune.
Inoltre, nella delibera del Condominio, deve essere certificato che i
condomini siano stati informati dei possibili rischi derivati da tale
installazione.
L'innovazione avrebbe comportato non solo una riduzione quantitativa
dell'utilizzazione della cosa comune (parte del lastrico solare sarebbe
stato occupato dall'impianto in questione), ma anche un pregiudizio non
tollerabile e infatti non temporaneo (tale installazione sarebbe durata per
9 anni), né saltuario, e sarebbe rientrata nella fattispecie espressamente
prevista dal comma 2, dell'art. 1120 c.c. e dunque vietata. Tale divieto
sarebbe stato superabile soltanto dall'unanime volontà di ciascuno dei
singoli condomini. Ne consegue che la delibera assembleare del 3.6.1999 era
una delibera nulla, in quanto disponeva della proprietà comune in violazione
del diritto di comproprietà dei condomini che non vi avevano consentito.
Ma tale delibera sarebbe stata comunque invalida per altro motivo. Infatti è
notoria la persistente incertezza scientifica riguardo agli effetti che le
onde elettromagnetiche possono provocare sulla salute e sull'ambiente. I
condomini dello stabile di Viale Lunigiana n. 46 avrebbero dovuto essere
preventivamente informati dei possibili rischi ed essere posti in grado di
valutare tali rischi (v. Tribunale di Monza sent. 1.3.1999 n. 688)
dell'installazione dell'impianto. Pertanto, non essendosi provata l'avvenuta
preventiva informazione a garanzia delle esigenze di tutela della salute,
oggetto di un diritto costituzionalmente protetto (art. 32 Cost.), sotto
tale profilo la delibera era stata illegittimamente assunta e, pertanto,
sarebbe stata annullabile.
TRIBUNALE DI MILANO, SEZ. VIII CIVILE Sentenza 23 ottobre 2002 n. 12663
G.U. Ferraris Losi ed altro (Avv. Mazzola) c. Condominio di Via Lunigiana.
- Milano.
Omissis
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
La sig.ra Fiorella Losi e l'arch. Fulvio Caldirola, entrambi proprietari di
porzioni immobiliari nello stabile di Viale Lunigiana, 46, Milano,
introducevano il presente giudizio affermando l'invalidità della
deliberazione dell'Assemblea straordinaria del Condominio votata a
maggioranza qualificata dei 2/3 e resa in data 3.6.1999 nella parte in cui
veniva conferita "delega all'amministratore a stipulare un contratto di
locazione di parte del lastrico solare alla Società Zortel Italia S.p.A.,
per la durata di anni 9, per l'installazione di una Stazione Radio Base per
la telefonia mobile, dietro la corresponsione di un canone convenuto" (doc.
1, 2, 3). In particolare gli attori chiedevano dichiararsi la stessa nulla o
comunque annullabile in quanto contraria alla legge per essere l'impianto
pericoloso per la salute, per la violazione del Regolamento Edilizio del
Comune di Milano e comunque del decoro architettonico dell'immobile.
Il Condominio di V.le Lunigiana n. 46 si costituiva in giudizio deducendo
che l'Assemblea del Condominio con delibera 21.9.1999 aveva annullato la
delibera 3.6.1999 nella parte impugnata essendo venuta meno la premessa
della stipulazione del contratto di locazione con la Società Zortel, che non
era divenuta il quarto gestore della telefonia mobile e, pertanto, assumeva
che fosse cessata la materia del contendere e chiedeva che fosse disposta la
compensazione delle spese di lite.
Gli attori condividevano l'assunto della cessazione della materia del
contendere osservando, tuttavia, che l'oggetto della controversia non era il
contratto da stipularsi tra il Condominio e la Nortel, bensì a legittimità
della delibera assembleare che aveva conferito all'amministratore il potere
di stipulare il contratto e pertanto chiedevano il riconoscimento della
invalidità della delibera stessa. Gli attori, inoltre, chiedevano la
condanna del condominio convenuto alla rifusione delle spese di lite da loro
subite.
L'oggetto della delibera impugnata riguarda una innovazione, che la
giurisprudenza intende come qualunque opera nuova che alteri in tutto o in
parte, nella materia e nella forma ovvero nella destinazione di fatto o di
diritto, la cosa comune, eccedendo il limite della conservazione,
dell'ordinaria amministrazione e del godimento con l'effetto di migliorarlo
o peggiorarlo (Cass. 30.5.96 n. 5028). Che quella deliberata fosse
un'innovazione e non una semplice modifica si deduce anche dalla lettura
dell'art. 5 dello stesso contratto che avrebbe dovuto stipularsi tra il
Condominio e la società Zorton nel quale si specifica che "gli ambienti
locati saranno utilizzati dalla conduttrice per la realizzazione di una
stazione radio-base per le telecomunicazioni comprensiva di tutte le
successive strutture e apparecchiature radio per la diffusione di segnali di
telecomunicazioni per la fornitura di un servizio pubblico". Si trattava
dunque di installare un impianto di dimensioni rilevanti nella parte
sopraelevata dell'edificio, impianto che, non avendo in comune alcuna
caratteristica stilistica con il resto dell'immobile, avrebbe comportato una
indubbia disarmonia e di conseguenza un'alterazione al decoro
architettonico, che nella specie assumeva maggior rilievo, avendo
lâEUR(tm)edificio particolare pregio in quanto progettato da un noto
architetto.
L'innovazione avrebbe comportato non solo una riduzione quantitativa
dell'utilizzazione della cosa comune (parte del lastrico solare sarebbe
stato occupato dall'impianto in questione), ma anche un pregiudizio non
tollerabile e infatti non temporaneo (tale installazione sarebbe durata per
9 anni), né saltuario, e sarebbe rientrata nella fattispecie espressamente
prevista dal comma 2, dell'art. 1120 c.c. e dunque vietata. Tale divieto
sarebbe stato superabile soltanto dall'unanime volontà ¤i ciascuno dei
singoli condomini. Ne consegue che la delibera assembleare del 3.6.1999 era
una delibera nulla, in quanto disponeva della proprietà £omune in violazione
del diritto di comproprietà ¤ei condomini che non vi avevano consentito.
Ma tale delibera sarebbe stata comunque invalida per altro motivo. Infatti è
notoria la persistente incertezza scientifica riguardo agli effetti che le
onde elettromagnetiche possono provocare sulla salute e sull'ambiente. I
condomini dello stabile di Viale Lunigiana n. 46 avrebbero dovuto essere
preventivamente informati dei possibili rischi ed essere posti in grado di
valutare tali rischi (v. Tribunale di Monza sent. 1.3.1999 n. 688)
dell'installazione dell'impianto. Pertanto, non essendosi provata l'avvenuta
preventiva informazione a garanzia delle esigenze di tutela della salute,
oggetto di un diritto costituzionalmente protetto (art. 32 Cost.), sotto
tale profilo la delibera era stata illegittimamente assunta e, pertanto,
sarebbe stata annullabile.
Nessuna pronuncia d'invalidità deve essere, peraltro, emessa in ordine alla
delibera oggetto della domanda degli attori. Infatti la delibera in esame,
come concordemente affermano le parti, è stata revocata con successiva
delibera dell'assemblea condominiale, senza aver avuto alcuna esecuzione, ed
è pertanto cessata la materia del contendere.
Sul condominio convenuto, virtualmente soccombente, devono gravare le spese
di lite degli attori, che si liquidano nel dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale di Milano, definitivamente pronunziando nel contraddittorio
delle parti sulla domanda proposta con atto di citazione notificato il
30.6.1999 da Fiorella Losi e da Fulvio Caldirola nei confronti del
Condominio di Viale Lunigiana n. 46 in Milano, così provvede:
1) dichiara l'avvenuta cessazione della materia del contendere;
2) dichiara la soccombenza virtuale del condominio convenuto;
3) condanna il convenuto Condominio di viale Lunigiana 46, Milano, al
pagamento delle spese di lite in favore degli attori, che liquida in euro
3.047,81 (di cui euro 298,52 per esborsi, euro 728,20 per diritti di
procuratore, euro 1.771,15 per onorari ed euro 249,94 per spese generali),
oltre all'IVA e al CPA.
Milano, 19/10/2002