La Corte Costituzionale siè già espressa 2 volte a favore di LIMITI più severi imposti dalle REGIONI con LEGGI REGIONALI.
La prima volta nel 1999 nella Sentenza relativa ai valori limite di 0,2 microtesla adottati dal Veneto con propria Legge e la seconda volta nel 2002 a difesa della Legge regionale della Lombardia.
Il problema vero è un altro. Avranno le Regioni il CORAGGIO di fissare limiti più severi dei decreti attuativi? Ecco come finisce la SENTENZA.della C.C. del 2002 : " In proposito è da osservare, indipendentemente dalla inammissibile "degradazione" della legge regionale a regolamento regionale, che i ricordati artt. 72 del d.lgs. n. 112 del 1998 e 18 del d.lgs. n. 334 del 1999 stabiliscono che le regioni provvedono a disciplinare la materia con specifiche normative ai fini, in particolare, di "garantire la sicurezza del territorio e della popolazione". In questa ottica vanno appunto respinte le prospettate censure incentrate sull'asserito superamento dei limiti prestabiliti dal citato decreto legislativo n. 334 del 1999, dal momento che la Regione Lombardia può ragionevolmente adottare, nell'ambito delle proprie competenze concorrenti, una disciplina che sia maggiormente rigorosa, per le imprese a rischio di incidente rilevante, rispetto ai limiti fissati dal legislatore statale, proprio in quanto diretta ad assicurare un più elevato livello di garanzie per la popolazione ed il territorio interessati. In questo senso, d'altronde, si è già espressa questa Corte, quando in una vicenda analoga, a proposito dei limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico, ha ritenuto non incostituzionale una disciplina regionale "specie a considerare che essa se, da un canto, implica limiti più severi di quelli fissati dallo Stato, non vanifica, dall'altro, in alcun modo gli obiettivi di protezione della salute da quest'ultimo perseguiti" (sentenza n. 382 del 1999). PER QUESTI MOTIVI LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 1, 4, comma 2, 5, commi 1 e 2, della legge della Regione Lombardia 23 novembre 2001, n. 19 (Norme in materia di attività a rischio di incidenti rilevanti), sollevata, in riferimento all'art. 117 della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Piero Alberto CAPOTOSTI, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 luglio 2002 ----------
da: John Web <web80@libero.it> A: ondakiller <ondakiller@....> Oggetto: Re: Re:R: [ondakiller] decreti Data: martedì 25 febbraio 2003 13.16 Bhe stando a quanto accade ai giorni nostri, il decreto di gasparri è diventato operativo e si tratta di un decreto nazionale. La relativa legge di aumento dei limiti ha la stessa forza, pertanto entrerà in vigore ... che poi ci sia ricorso sulla costituzionalità e sul merito delle competenze stato regioni... è ancora da vedere. Purtroppo dobbiamo aspettare cosa dirà la corte costituzionale. esposto giovanni Non ne sarei così sicuro. La Corte Costituzionale ha dato ragione al Veneto quando ci fu un ricorso contro la legge Boato sull'elettrosmog, che ha limiti molto bassi (0,2) Paolo Stevanato ----- Original Message ----- From: "John Web" <web80@libero.it> To: "ondakiller" <ondakiller@....> Sent: Monday, February 24, 2003 10:19 PM Subject: Re:R: [ondakiller] decreti si purtroppo... legge nazionale è più forte di una legge regionale! CIAO, Vorrei sapere se i decreti appena emanati che fissano i 10 microtesla entrano in vigore anche in Emilia Romagna che ha una propria legge regionale, la n. 30 del 31 ottobre 2000, la quale fissa il limite come obbiettivo di qualità di 0,2 microtesla. Grazie Natascia -----
Messaggio Originale----- Da: Gabriele Volpi <gabrielevolpi@...> A: <ondakiller@....> Data invio: domenica 23 febbraio 2003 0.08 Oggetto: Re: [ondakiller] decreti Con i 10 microtesla dei "decreti delle vergogna" le distanze di rispetto sono ridotte a circa 10 metri per gli elettrodotti a 132 kV. Basta dare un'occhiata al grafico sul dossier al sito www.verdinrete.it/ondakiller/pericolo.htm soluzioni che confronta il microtesla di un elettrodotto con quelli di un cavo interrato. In pratica l'attuale governo non ha mosso un dito per dare una soluzione ai problemi causati dagli elettrodotti troppo vicini alle case e ha sancito per legge che i nuovi elettrodotti potranno avvicinarsi paurosamente alle case. Pensate che basteranno circa 20 metri con gli elettrodotti a 132 kV per garantire i 3 microtesla, mentre le direttive della legge veneto indicano 70 metri per gli stessi elettrodotti (<http://www.ondakiller.it/venele2.htm>). Gabriele Volpi At 12.29 22/02/03, you wrote: Secondo la legge attualmente in vigore , un elettrodotto da 132 kv. deve rispettare una distanza minima di 50 metri da case e ambienti frequentati per più di quattro ore da esseri umani . secondo documentazione fornitami da ENEL ,a questa distanza(50 metri) si può rilevare una emissione massima di 0,2 microtesla, se è vero , con le nuove normative di rispetto che sono di ben 10 micro tesla quali saranno le nuove distanze di rispetto? O forse è giusto chiedere : ci saranno? -----
Original Message ----- >From: "Gabriele Volpi" <gabrielevolpi@...> To: <ondakiller@.....Sent: Saturday, February 22, 2003 1:41 AM Subject: [ondakiller] decreti ELETTROSMOG: AL VIA NUOVI LIMITI ELETTRODOTTI E ALTA FREQUENZA PER ELETTRODOTTI VALORE D'ATTENZIONE FISSATO A 10 MICROTESLA Roma, 21 feb. (Adnkronos) - Elettrosmog sotto controllo in Italia. Hanno infatti avuto il via libera definitivo dal Consiglio dei ministri i decreti attuativi della legge 36/2001 che fissano i limiti del campo elettromagnetico emesso dagli elettrodotti e dagli impianti ad alta frequenza (stazioni di telefonia mobile, radio e >televisione). E' quanto si legge in una nota del ministero dell'Ambiente. (Stg/Gs/Adnkronos) (SEGUE)21-FEB-0313:30
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