GIURISPRUDENZA
Tribunale di Venezia, Ordinanza 14 aprile 2003, n.214 Elettrosmog - Linee
elettriche aeree - Che producono delle immissioni in abitazioni private di
oltre 0,4 microtesla - Ordine di interramento o di spostamento delle linee -
In modo tale da ridurre l'emissione ad un valore non superiore a 0,4
microtesla - Necessit`

Ai sensi degli artt. 669 sexies, 669 octies e 700 c.p.c., al fine di
salvaguardare il diritto alla salute degli interessati, va ordinato all'ENEL
e ad altre societ` di mettere in sicurezza alcune linee elettriche entro il
termine perentorio di dodici mesi, tramite lo spostamento e/o interramento
delle stesse in modo tale che all'interno delle abitazioni dei ricorrenti
non sia superato il limite di 0,4 microtesla dei valori di carico nominale;
per il tempo necessario allo svolgimento dei lavori, va altresl ordinato di
disattivare parzialmente gli impianti, in modo tale che all'interno delle
abitazioni dei ricorrenti non sia superato il limite di 0,4 microtesla dei
valori di carico nominale.


* * *


Con l'ordinanza in commento, Il Tribunale di Venezia ha accolto la domanda
di tutela della salute e del diritto di vivere in un ambiente salubre,
proposta nel gennaio 2002 da ottantasei cittadini del comune di Scorzh che
vivono nelle immediate vicinanze dell'elettrodotto 220 kV Soverzene - Scorzh
e dell'elettrodotto 132 kV Caerano-Scorzh/Istana-Scorzh, unitamente al
CO.NA.CEM - Coordinamento Nazione per la Tutela dei Campi Elettromagnetici.

Supportato da una serie di consulenti tecnici, il Tribunale, rilevato che
all'interno delle abitazioni dei ricorrenti vi era un'induzione magnetica
con medie anche di 4,35 e 3,45 microtesla, ha riconosciuto la "sussistenza
di un pregiudizio attuale e grave al diritto alla salute dei ricorrente, tra
i quali vi sono ben nove bambini, pregiudizio riconducibile alle immissioni
elettromagnetiche provenienti dagli impianti in questione e imputabile alle
convenute sia sotto il profilo oggettivo che sotto quello soggettivo,
ritenendoci che l'omissione di cautele, allo stato delle conoscenze
scientifiche, configuri un comportamento colposo" e che "la continuazione
all'esposizione a valori superiori a 0,4 microtesla possa comportare un
rischio di leucemia per i bambini".

Ad accoglimento del ricorso, il Tribunale di Venezia, ha ordinato a G.R.T.N.
S.p.A., T.E.R.N.A. S.p.A. ed ENEL DISTRIBUZIONE S.p.A. la messa in sicurezza
delle linee elettriche entro il termine perentorio di 12 mesi, tramite lo
spostamento e/o interramento delle stesse in modo che all'interno delle
abitazioni non sia superato il limite di 0,4 microtesla, imponendo la
disattivazione parziale degli impianti per il tempo necessario allo
svolgimento dei lavori, in modo che all'interno delle abitazioni non sia
superato il limite di 0,4 microtesla.

L'ordinanza (rammentiamo che essa h un provvedimento cautelare ed h quindi
suscettibile di essere riformata a seguito di reclamo da parte di G.R.T.N.
S.p.A., T.E.R.N.A. S.p.A. ed ENEL DISTRIBUZIONE S.p.A. ma anche nella
successiva necessaria fase di merito) h sicuramente di rilievo posto che
afferma con forza - come spesso solo la giurisprudenza pretoria sa fare - la
tutela fondamentale del diritto alla salute di ogni persona.

In punto di diritto, merita di essere evidenziato il ragionamento condotto
dal Giudicante circa la natura meramente risarcitoria della controversia,
essendo la stessa inquadrabile fra quelle che riguardano il danno alla
persona e, in particolare, tra quelle controversie relative a pretese
risarcitorie che prescindono dalla impugnazione e dell'annullamento di
provvedimenti amministrativi.

Il percorso argomentativo del giudicante veneziano muove da tale assunto per
affermare la propria giurisdizione e, più in generale, quella del giudice
ordinario, traendo spunto dalla stessa qualificazione della domanda proposta
dai ricorrenti.

"Cir che rileva - viene affermato - non h tanto il contenuto dei
provvedimenti urgenti richiesti in via cautelare, bensì l'azione di merito
che verrà intrapresa, rispetto alla quale la cautela invocata si pone come
strumentale. funzionale al fruttuoso esercizio dell'azione di responsabilità
aquiliana per l'asserita lesione del diritto alla salute, del quale si
invoca la tutela anche con la reintegrazione in forma specifica ex art. 2058
c.c.".

D'altro canto, lo stesso giudice rammenta in motivazione un consolidato
orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo la quale a tutela
del diritto alla salute il soggetto danneggiato da immissioni pur
esercitare, anche cumulativamente, l'azione inibitoria ex art. 844 c.c. (a
tutela del diritto di propriet` e quindi di natura reale), l'azione di
responsabilità aquiliana e l'azione di risarcimento in forma specifica ex
art. 2058 c.c. (cfr. Cass. Civ. sez. un. 15.10.1998, n. 10186; id.,
9.4.1973, n. 999; sez. II, 2.6.2000, n. 7420, tutte citate nell'ordinanza).

Facendo poi leva sul parere n. 30 del 1998 dell'Adunanza Generale del
Consiglio di Stato, l'ordinanza esclude la sussistenza della giurisdizione
amministrativa dal novero delle controversie meramente risarcitorie e, in
particolare, quelle promosse dall'utente del servizio leso nella sua
integrit` fisica, ambito quest'ultimo attratto dalla materia della tutela
della persona fisica, estende detto principio a quelle in cui la pretesa
prescinde dal rapporto di utenza e rileva come nel caso in esame, non vi sia
alcuna richiesta, nemmeno implicita, di sindacato sulla legittimità dell'
operato del gestore del servizio pubblico o sull'esercizio della
discrezionalità tecnica o amministrativa da parte dello stesso.

Dopo aver quindi affermato la propria giurisdizione, il giudice veneziano
fonda il provvedimento cautelare emesso sulla base di numerosi studi
scientifici e sui rilievi tecnici del collegio medico e dell'Arpa, e
riconosce la sussistenza dei requisiti per concedere il provvedimento
richiesto.

Il fumus di fondatezza del diritto azionato in via cautelare, ossia la
verosimile sussistenza di un pregiudizio attuale e grave al diritto alla
salute dei ricorrenti (tra i quali - lo ricordiamo - ben nove bambini) trova
albergo nel pregiudizio riconducibile alle immissioni elettromagnetiche
provenienti dagli impianti della linea elettrica aerea ad alta tensione (220
kV) n. 217 Sovezene/Scorzh, pregiudizio imputabile alle convenute sia sotto
il profilo oggettivo che sotto quello soggettivo: l'omissione di cautele,
allo stato delle conoscenze scientifiche, configurerebbe, infatti,
comportamento colposo.

Secondo il giudicante, la peculiarità del giudizio cautelare e la natura del
pericolo invocato consentono di ovviare all'accertamento del nesso di
causalità: il diritto costituzionale alla salute, inteso nel senso più ampio
e quindi comprensivo anche del diritto a vivere in un contesto ambientale
salubre, va tutelato anche in via preventiva, ossia in presenza di un mero
pericolo di lesione.

In più aggiungasi la sussistenza di elementi tali da giustificare, in
ragione della loro concretezza, il riconoscimento di un verosimile danno
morale soggettivo consistente nel turbamento psichico determinato dalla
preoccupazione per il rischio, con le conseguenti limitazioni del normale
svolgimento della vita (danno quest'ultimo - come peraltro ricordato dalla
stessa ordinanza - riconosciuto da un recente indirizzo giurisprudenziale
anche in ipotesi di compromissione dell'ambiente).

Quanto poi al secondo requisito per l'emanazione del provvedimento
cautelare, il periculum in mora, esso va riconosciuto proprio in ragione
della natura dei beni dei quali si chiede la tutela, insuscettibili di
integrale riparazione in caso di lesioni e della evidente gravità, attualità
ed imminenza del pericolo.

In accoglimento del ricorso, il giudice ha ordinato alle società resistenti
la messa in sicurezza delle linee elettriche entro il termine perentorio di
dodici mesi, tramite lo spostamento e/o interramento delle stesse in modo
che all'interno delle abitazioni dei ricorrenti non sia superato il limite
0,4 microtesla ai valori di carico nominale nonchi, per il tempo necessario
allo svolgimento dei lavori, di disattivare parzialmente gli impianti in
modo che all'interno delle abitazioni dei ricorrenti non sia superato il
medesimo limite.


* * *


In materia di inquinamento provocato da elettrodotti, meritano, inoltre, di
essere ricordate:

- Cass. Civ. Sez. III, 27.7.2000, n. 9893 (sull'ammissibilit` di una tutela
preventiva nei confronti di opere pubbliche non ancora realizzate che
comportano pericolo alla salute - fattispecie relativa ad elettrodotto).

- Tribunale di Como, Ordinanza 30.11.2001 (nello stesso senso dell'ordinanza
in commento, ordina ad una societ` del gruppo Enel l'interramento delle
linee aeree di un elettrodotto che superavano il parametro di 0,3-0,4
microtesla di campo magnetico);

- Tribunale di Catanzaro, Sez. II Civ., Ordinanza 30.5.2001 (rigetta un
ricorso ex art. 700 c.p.c. proposto per ottenere l'allontanamento di una
cabina e di alcuni tralicci elettrici facendo riferimento ai termini
previsti dalla L. quadro n. 36/2001 per il risanamento degli elettrodotti
esistenti);

- Tar Veneto, Sez. III, 28.10.2002, n. 6118 (annulla un provvedimento con il
quale la Regione Veneto aveva ordinato all'ENEL di presentare un piano di
risanamento per gli elettrodotti che superano il valore di 0,2 microtesla di
induzione magnetica);

- Tar Veneto, Sez. II, Ordinanza 30.7.1999, n. 927 (con la quale sono stati
sospesi i provvedimenti con cui si trasferiscono alcune scuole elementari in
un nuovo edificio a ridosso di un elettrodotto a 132 Kv);

- Tar Veneto, Sez. II, 13.2.2001, n. 236 (annulla un provvedimento di
trasferimento di una scuola elementare in un nuovo edificio sito accanto ad
un elettrodotto che genera un campo magnetico superiore a 0,2 microtesla).


Avv. Francesco Ferrari

---------- FORUM ELETTROSMOG NAZIONALE INDIPENDENTE ------------------