Processo elettrosmog:
«Condannate Wind»


Chi provoca elettrosmog va condannato. Così il pm Giulio Benedetti ha
chiesto 20 giorni di arresto al termine del processo a un dirigente
della Wind, nota azienda di telefonia. Pena minima - da convertire in
una sanzione precuniaria - e per un reato singolare: emissioni
pericolose. La sua colpa: aver fatto installare un'antenna che ha
causato disturbi ad un intero condominio. Una lunga catena di
malesseri denunciata dagli inquilini e fatta di depressione,
ipertensione, insonnia notturna e altri fastidi. In realtà, si tratta
di uno dei primi processi in Italia per inquinamento da onde
elettromagnetiche.
Materia ancora controversa, con pericoli tutti da indagare. E a
sentire i medici dell'accusa, la condanna delle antenne è
possibile. «Per il fumo è arrivata solo dopo 60 anni di studi - ha
spiegato il consulente dell'accusa, professor Luigi Maturri - per le
onde elettromagnetiche, al momento, la letteratura scientifica e
l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stanno analizzando tutta
una serie di disturbi denunciati». Dopo la clamorosa vicenda del mega-
ripetitore della Radio Vaticana, il processo per l'antenna Wind di
viale Ortles è forse il primo che arriverà a sentenza. Ieri, nella
sua requisitoria davanti al giudice Loretta Dorigo, il magistrato ha
ricordato che la perizia affidata anche all'altro esperto, il
professor Lorenzo Cazzullo, non ha potuto che avvalorare i malesseri
denunciati dal gruppo di condomini di via Cassano d'Adda 14, che un
paio d'anni fa con il loro esposto diedero il via all'inchiesta.
Tempo prima, avevano visto spuntare a sorpresa il maxi-traliccio. E
da quel momento, in almeno una trentina avevano cominciato ad
accusare nausea, insonnia, cefalee, inappetenza e calo del desiderio
sessuale. «Sintomi reali - ha confermato nella sua testimonianza
Maturri - e disturbi che sono proprio tra quelli che l'Oms ritiene
probabili conseguenze dell'esposizione alle onde elettromagnetiche.
Anche se ancora non si sa come e con quale intensità ciò si
manifesti».
Il verdetto milanese segnerà in ogni caso un precedente importante,
anche perché lo stesso Palazzo Marino si è costituito parte civile. A
dover rispondere degli effetti dell'elettrosmog è il solo dirigente
Wind responsabile di zona, mentre per quattro architetti e geometri,
pure rinviati a giudizio, l'accusa era di falso: per avere il nulla
osta all'installazione dell'antenna ne avrebbero prospettato la
collocazione in un punto diverso da quello reale. Ma per loro, grazie
alla recente approvazione del decreto Gasparri che ha «liberalizzato»
il settore, lo stesso pm ha già dovuto chiedere il proscioglimento
per essere venuto meno il reato.

di Mario Consani


Articolo tratto dal quotidiano:
Il Giorno 17 Mag 2003 Pag. 11 - CRONACA MILANO
Bergamo - Brescia

http://ilgiorno.quotidiano.net/2003/05/17/giornale/70/11/



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