Ecco la sentenza in questione
saluti e buon lavoro
Guido Santonocito e Tiziana Beomonte
WWf Italia - Resp. Oss. Giurisprudenza ALCE

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

N.

Reg.Dec.

N. 6232 Reg.Ric.

ANNO 2002

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato
la seguente

DECISIONE

sul ricorso in appello n.6232/2002, proposto da Ericsson Telecomunicazioni
s.p.a. con sede in Roma, in persona del legale rappresentante Avv. Maurizio
Ghergo, rappresentata e difesa dagli Avv. Franco Alesi e Gennaro Contardi ed
elettivamente domiciliata presso lo studio del primo in Roma, Piazza Ponte
Lungo n.11;

contro

De Carlo Anna Maria e Violo Primo, rappresentati e difesi dagli Avv.ti
Massimiliano Panini, Carlo Bossoli e Domenico Vicini, e presso quest'ultimo
elettivamente domiciliati in Roma, Piazza delle Muse n.7;

e nei confronti

- del Comune di Pontinia, in persona del Sindaco pro-tempore, non costituito
in giudizio;

- di Corazzina Silvio, rappresentato e difeso dall'Avv. Francesco Di Ciollo
ed elettivamente domiciliato in Roma, Piazza S. Salvatore in Lauro n.10
presso lo studio dell'Avv. Avilio Presutti;

per l'annullamento e/o la riforma

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio - Sezione di
Latina, n.341 del 22 marzo 2002;

Visto il ricorso con i relativi allegati.

Vista la costituzione in giudizio dei ricorrenti originari;

Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive
difese;

Visti gli atti tutti di causa.

Relatore il Consigliere Francesco Caringella;

Uditi, alla pubblica udienza del 17 dicembre 2002 gli Avv.ti Contaldi e
Basili in sostituzione dell'Avv. Vicini;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

FATTO E DIRITTO
1. Con la sentenza appellata i primi Giudici hanno accolto il ricorso
proposto da De Carlo Anna Maria e Violo Primo, proprietari in Pontinia di un
fondo agricolo con soprastante fabbricato, avverso la concessione edilizia
in epigrafe con cui il Comune di Pontinia ha assentito all'Ericsson
Telecomunicazioni s.p.a., su un fondo limitrofo a quello di pertinenza dei
ricorrenti, l'installazione di una stazione radio base a servizio della rete
di telefonia cellulare, Via Migliara 47, su un fondo limitrofo al loro; i
ricorrenti hanno impugnato altresl la deliberazione consiliare dello stesso
Comune di Pontinia, n.58 del 14 ottobre 1999, contenente regolamento per il
rilascio e la revoca delle autorizzazioni o concessioni all'installazione
temporanea o stabile di antenne produttrici di radiazioni elettromagnetiche.

I primi Giudici hanno reputato fondata a censure volta a stigmatizzare
il mancato espletamento della procedura relativa alla VIA, valutazione d'
impatto ambientale.

L'Ericsson Telecomunicazioni s.p.a. appella contestando gli argomenti
posti a sostegno del decisum

Resistono i ricorrenti originari.

Le parti hanno affidato al deposito di memorie l'ulteriore
illustrazione delle rispettive posizioni.

All'udienza del 17 dicembre 2002 la causa h stata trattenuta per la
decisione.

2. Va preliminarmente rimarcato che non assume incidenza alcuna sulla
definizione della presente vicende contenziosa lo jus superveniens di cui al
decreto legislativo 4 settembre 2002, n.198. Giova infatti rimarcare che in
senso ad un giudizio di carattere impugnatorio, la verifica della
legittimit` del provvedimento impugnato va impostata alla stregua del quadro
normativo ratione temporis vigente all'epoca dell'adozione dell'atto
medesimo. Ne deriva che il quadro normativo sopravvenuto, che nella specie h
caratterizzato da una disciplina profondamente innovativa delle procedure
finalizzate al rilascio delle autorizzazione per l'installazione degli
impianti di che trattasi, viene in rilievo esclusivamente in sede di
riesercizio del potere amministrativo conseguente alla decisione giudiziaria
alla stregua dello schema generale di cui all'articolo 26 della legge 6
dicembre 1971, n.1034. Ne deriva l'irrilevanza dei dubbi di legittimit`
costituzionale sollevati dalle parti intimate con riguardo per l'appunto
alla normativa dettata dal decreto legislativo n.198/2002.

3. I motivi di appello non riescono a scalfire la bont` delle
considerazioni svolte dai Primi Giudici in merito al mancato espletamento
della procedura finalizzata all'acquisizione della valutazione di impatto
ambientale.

3.1. Non colgono nel segno in prima battuta le censure con le quali si
deduce la non necessit` dell'acquisizione della VIA stante la
caratterizzazione emamente programmatica della prescrizione all'uopo dettata
dall'articolo 2 bis, comma 2, del decreto legge 10 maggio 1997 n.115,
convertito con modificazioni con legge 10 luglio 1997 n.189, secondo cui l'
installazione delle infrastrutture in esame "dovr` essere sottoposta ad
idonee procedure di valutazione di impatto ambientale". La Sezione deve al
riguardo rammentare il proprio consolidato orientamento alla stregua del
quale detta prescrizione non assume valore meramente programmatico ma
impone, in via immediatamente precettiva, l'obbligo di espletamento della
Via anche in essenza di specifica normativa regionale (Cons. Stato, sezione
VI, Ord. 4 giugno 2002, n.2329; 14 dicembre 2001, n.6637; 6 novembre 2001,
n.5943). Si h in particolare osservato che le opportune procedure di VIA
possono essere svolte dalle amministrazioni competenti, pur in mancanza di
un quadro normativo regionale, secondo modalit` semplificate rispetto alla
procedura rituale di cui al d.P.R. 12 aprile 1996 per la VIA di derivazione
comunitaria. Si deve aggiungere che la semplificazione di carattere
procedurale non pur naturalmente mutare, pena l'interpretazione abrogans del
richiamo legislativo alla VIA, il proprium contenutistico della VIA che,
lungi dall'isterilirsi da una mera verifica sanitaria del rispetto dei
limiti di emissione, si concreta nella verifica complessiva e sinergica
degli effetti diretti ed indiretti di un determinato progetto su seguenti
fattori: uomo, fauna e flora, suolo, acqua, clima e paesaggio. Detta
verifica va condotta entro un quadro complessivo attento alla ricerca dell'
equilibrio ecologico ed all'interazione tra i fattori materiali ed
immateriali (conf. Cons. Stato, sezione VI, ord. n.5943 del 6 novembre 2001,
ove si afferma che, ai sensi del predetto art.2 bis, la costruzione di
stazione radio per telefonia cellulare deve comunque essere preceduta dalla
valutazione di impatto ambientale, sia pure mediante procedure semplificate,
al fine di verificare l'incidenza complessiva dell'opera sui profili
ambientali, paesaggistici, territoriali e sanitari).

4. Tanto detto sull'obbligo normativo di provvedere all'espletamento
della VIA, non h contestabile che nella specie detto precetto non abbia
trovato attuazione neanche attraverso la procedura semplificata ammessa
dalla giurisprudenza.

Non colgono nel segno i motivi di appello con i quali la societ`
appellante, sviluppando le tesi gi` esposte in prime cure, deduce:

A) che la VIA non sarebbe stata in concreto necessaria in quanto l'impianto
interessa un'area sottoposta a vincolo paesaggistico;

B) che l'impatto ambientale h stato valutato dal Comune di Pontinia in sede
di pianificazione generale del territorio.

E' agevole replicare alla deduzione sub (A), che l'inesistenza di
vincolo paesaggistico sull'area interessata dall'infrastruttura che l'
Ericsson intende realizzare h ininfluente, non essendo previsto che la
procedura della VIA sia da eseguire (soltanto) ove sussista vincolo del
genere; la VIA, invero, si sostanzia in una valutazione complessiva dell'
incidenza di determinate opere, tra le quali rientrano le presenti alla
stregua della citata normativa del 1997, sull'equilibro dei ricordati
fattori che compongono l'equilibrio ambientale, ossia di un bene immateriale
complessivo da proteggere a prescindere allo specifico pregio
estetico-paesaggistico dell'area medesima.

Quanto alla deduzione sub (B), il Collegio condivide le osservazioni
svolte dai Primi Giudici secondo cui, prima del rilascio dell'impugnata
concessione, non h stato espresso il "giudizio motivato" conclusivo della
procedura di valutazione di impatto ambientale, prescritto dall'art.7, primo
comma, del DPR 12.4.1996 (su GU 7.9.1996 n.210) contenente disposizioni in
materia di VIA.

Stanti le considerazioni prime svolte in merito al contenuto minimo
complessivo che deve connotare la VIA, non si pur ritenere che, nella
fattispecie, il giudizio sulla VIA sia implicitamente contenuto nell'atto
concessorio che non appare corredato da alcuna motivazione sul punto ni
preceduto da alcuna istruttoria finalizzate alle verifiche di cui si h
detto.

Non convince neanche la tesi secondo la quale il Comune di Pontinia
avrebbe espresso un positivo giudizio di VIA sulle opere del genere di
quella assentita allorquando ha adottato, con la (parimenti impugnata)
deliberazione consiliare n.58 del 14 ottobre 1999, il regolamento per l'
installazione di antenne produttrici di radiazioni elettromagnetiche,
regolamento con cui ha stabilito che le predette antenne possono essere
installate soltanto nella zona "E" osservando la distanza di metri 200 dalle
costruzioni esistenti, salvo talune eccezioni (circa la distanza).

E' invero da osservare, innanzi tutto, che l'analisi dei profili
plurimi che connotano la VIA non h esplicitata sul piano motivazionale ni
trova risconto in specifiche attivit` istruttorie. Dirimente h poi la
diversit` qualitativa della prescrizioni in esame rispetto alla VIA. Il
predetto regolamento comunale ha disciplinato l'aspetto urbanistico della
installazione di antenne del genere (prevedendo le zone atte a ricevere tali
antenne), tenendo presente anche un parziale aspetto di cautela sanitaria
(mediante la fissazione della distanza dalle costruzioni, ma con talune
eccezioni). Le finalit` meramente urbanistico-sanitarie perseguite mettono
allora plasticamente in evidenza l'irrimediabile diversit` rispetto alle piy
volte rammentata finalizzazione della VIA all'analisi, ancorchi in forme e
con procedure semplificate rispetto al modello rituale, della "qualit`
ambientale con riferimento alle componenti dell'ambiente potenzialmente
soggette ad un impatto importante del progetto proposto, con particolare
riferimento alla popolazione, alla fauna e alla flora, al suolo, all'acqua,
all'aria, ai fattori climatici, ai beni materiali, compreso il patrimonio
architettonico e archeologico, al paesaggio e all'interazione tra questi
fattori" (cfr. alleg. C, n.3, dello stesso DPR, come richiamato dall'art.6,
primo comma, del medesimo DPR). L'inidoneit` della delibera in esame ad
assolvere dette finalit` h messa ulteriormente in chiaro dalla circostanza
che il limite di 200 metri h considerato derogabile in caso di assenso del
proprietario dell'immobile vicino. Detta subordinazione all'assenso dell'
interessato della deroga al limite dei 200 metri consente di percepire come
la regola non valga a preservare un equilibrio ambientale complessivo che
all'evidenza sfugge alla disponibilit` dei singoli titolari di diritti sulle
singole porzioni di territorio.

Si deve allora concludere che, ove anche si ammettesse la possibilit`
di valutazioni di impatto effettuare una volta per tutte con riguardo al
complessivo territorio comunale, la delibera in esame non presenta le
indispensabili caratteristiche qualitative e non h confortata dal necessario
supporto motivazionale ed istruttorio.

5. Le considerazioni che precedono impongono la reiezione dell'appello.

Le spese di giudizio possono essere compensate.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) -
definitivamente pronunciando, respinge il ricorso in epigrafe indicato.

Compensa interamente fra le parti le spese di giudizio.

Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorit`
amministrativa.

Cosl deciso in Roma, addl 17 dicembre 2002, dal Consiglio di Stato in
s.g. (Sez.VI) riunito in camera di consiglio con l'intervento dei seguenti
Magistrati:

Mario Egidio SCHINAIA Presidente

Sergio SANTORO Consigliere

Alessandro PAJNO Consigliere

Luigi MARUOTTI Consigliere

Francesco CARINGELLA Consigliere Est.


Presidente


Consigliere Segretario





DEPOSITATA IN SEGRETERIA


il.....................................

(Art.55, L.27/4/1982, n.186)

Il Direttore della Sezione




CONSIGLIO DI STATO

In Sede Giurisdizionale (Sezione Sesta)


Addl...................................copia conforme alla presente h stata
trasmessa


al
Ministero...................................................................
............................


a norma dell'art.87 del Regolamento di Procedura 17 agosto 1907 n.642


Il Direttore della Segreteria

-----Messaggio originale-----
Da: Guido Santonocito [mailto:santonocito@elettrosmog.org
Inviato: lunedl 19 maggio 2003 18.30
A: Beomonte Tiziana
Oggetto: sentenza cons di stato su VIA


Cara Avvtix
forse la tua VIA salva prova a cercare questa sentenza,
saluti poliguix

Martedl 13 Maggio 2003
L'installazione di impianti per la telefonia mobile deve essere "in ogni
caso preceduta da una valutazione di impatto ambientale, anche mediante
procedura semplificata, al fine di verificare l'incidenza complessiva
dell'opera sui profili ambientali, paesaggistici e territoriali".

Ad affermarlo il Consiglio di Stato nella sentenza 1619/2003, dopo un
ricorso presentato da Ericsson Telecomunicazioni. Il costruttore di impianti
per la telefonia cellulare aveva presentato ricorso contro i proprietari di
un fondo agricolo di Pontinia (Latina), che si erano opposti
all'installazione, in un fondo contiguo, di antenne per la telefonia mobile.

Il Comune di Pontinia aveva dato il via libera all'installazione, poi
bloccata dal Tar del Lazio; Ericsson aveva presentato al Consiglio di Stato
ricorso contro il Tar. Il Consiglio di Stato ha ora confermato la decisione
del Tar, a causa del "mancato espletamento da parte del Comune della
procedura finalizzata all'acquisizione della valutazione di impatto
ambientale".

Per il Consiglio di Stato " ininfluente" la presenza o meno di vincoli
paesaggistici, poichi non h previsto che "la procedura di valutazione di
impatto ambientale sia da eseguire soltanto ove sussista il vincolo
paesaggistico".

Prima di installare antenne per la telefonia, dunque, h necessario fare una
valutazione "sull'equilibrio dei fattori ambientali, da proteggere a
prescindere dallo specifico pregio estetico-paesaggistico dell'area in
oggetto". /R3




----- Original Message -----
From: <lor2511@iperbole.bologna.it>
To: <forum@elettrosmog.com>; "elio antonucci" <lor2511@iperbole.bologna.it>
Sent: Monday, May 19, 2003 6:02 PM
Subject: [forum-elettrosmog] Per le antenne serve valutazione impatto
ambientale


PER LE ANTENNE SERVE VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE (13/05/03) In
mancanza di valutazione, impianto fuori legge -
http://www.portel.it/news/news2.asp?news_id=7653



---------- FORUM ELETTROSMOG NAZIONALE INDIPENDENTE ------------------