IL COMUNE DI ROMA PERDE CONTRO LA TIM

Roma, 20 gennaio 2004.

Alleghiamo il testo della sentenza del TAR del Lazio che accoglie il
ricorso della TIM contro l'ordinanza del 7 ottobre 2003 della Giunta
del Comune di Roma che sospendeva le autorizzazioni all'installazione
di stazioni radio base per la telefonia mobile.

L'Assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Giancarlo D'Alessandro,
aveva dato notizia di quella ordinanza di sospensione delle
installazioni in attesa dell'accordo ANCI-Ministero-Gestori, poi
stipulato il 16 dicembre scorso ma, da quanto ci consta, non aveva
mai accennato al ricorso della TIM al TAR del Lazio.

Sinceramente, non ne sapevamo nulla.

Le Associazioni, i Comitati e i Cittadini si sarebbero potuti
costituire ad "adiuvandum" a favore del Comune di Roma.

Ma, come al solito, il Comune di Roma rifiuta il contatto coi
Cittadini su questa materia.

Lo stesso accadde nell'estate del 2002 per il caso della stazione
radio base di Selva Nera (Roma Nord).

Complimenti all'Assessore D'alessandro e al Sindaco Veltroni per la
loro nuova sconfitta.   

E' questo un chiaro messaggio per tutti coloro che ancora sperano di
incontrare l'Assessore e/o il Sindaco sull'argomento elettrosmog.

Ci sembra inutile ripercorre ingenuità del passato. Ci siamo
caduti più volte e ci è bastato, anche per la vicenda di Radio
Vaticana.

Che questo Sindaco, cosiddetto "buono", tiri almeno fuori il coraggio
per appoggiare la Regione Toscana nel ricorso alla Corte
Costituzionale contro il Codice Gasparri, al quale l'allegata
sentenza fa purtroppo riferimento.

Glielo abbiamo chiesto con un appello che ha già ricevuto con
raccomandata. Aspettiamo risposta.
 
Cari saluti.

Raffaele Capone
Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.

-------------------------------------------------------

N.__________/____
                                    
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (Sez. II bis) ha
pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n. 12991/2003 proposto da SOC TIM S.P.A., TELECOM ITALIA
MOBILE, rappresentata e difesa dagli avv.ti Mario Sanino e Carlo
Celani, elettivamente domiciliata presso lo studio del primo in Roma,
Viale Parioli, 180;

contro

il Comune di Roma in persona del Sindaco in carica, rapp.to e difeso
dall'avv. R. Murra;

per l'annullamento

previa sospensione dell'esecuzione prot. n. 60917 del 7 ottobre
2003, col quale sono state respinte dodici istanze presentate dalla
ricorrente per l'installazione di stazioni radio base per
telefonia mobile;

Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso;

Vista la domanda di sospensione della esecuzione del provvedimento
impugnato, presentata in via incidentale dalla ricorrente;

Visto l'atto di costituzione in giudizio dell'Amministrazione
resistente;

Relatore alla  camera di consiglio dell'8/01/2004 il Consigliere
Dott. Patrizio Giulia;

Uditi gli avv.ti M. Sanino e R. Murra;

Considerato che l'impugnato provvedimento di rigetto delle
istanze presentate dalla soc. ricorrente per l'installazione di
stazioni radio base ai sensi del D.Lvo n. 198 del 2002 risulta
unicamente motivato con la illegittimità costituzionale del
predetto
decreto, dichiarata dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 303
del 2003;

Ritenuta la manifesta fondatezza del ricorso, che, pertanto, può
essere immediatamente accolto con decisione in forma semplificata, ai
sensi dell'art. 9 della legge n. 205 del 2000;

Considerato, infatti, che la sopravvenuta dichiarazione di
incostituzionalità del cit. D.Lvo n. 198/2002 non comportava di
per sé il rigetto delle domande presentate, che avrebbero dovuto
essere esaminate dall'Amministrazione comunale in base alla
ulteriore
normativa vigente in materia di installazione SRB, precedente e
successiva al predetto D.Lvo, con particolare riguardo, per quanto
attiene alla disciplina del procedimento, all'art. 87 del D.Lvo
1.8.2003, n. 259;

Ritenuto che, in considerazione della novità della questione, le
spese di giudizio possono essere compensate;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione Seconda Bis,
accoglie il ricorso come in epigrafe da TIM S.p.A. e, per
l'effetto, annulla il provvedimento impugnato, restando salvi gli
ulteriori provvedimenti dell'Amministrazione.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità
amministrativa.

Così deciso in Roma dal Tribunale Amministrativo Regionale del
Lazio, (Sez. II bis) nella Camera di Consiglio dell' 8.1.2004,
con l'intervento dei signori:

Patrizio Giulia         Presidente, est.
Evasio Speranza         Consigliere
Solveig Cogliani        Consigliere